08/10/2019

13° Convegno IRIS - L'enorme responsabilità



Nella pratica quotidiana le linee guida costituiscono un utile ausilio e àncora per districarsi in un mondo di conoscenze sempre più vasto, in cui i risultati dell’ultimo trial pubblicato sembrano premere per un immediato cambio di rotta nelle scelte cliniche. Come e in base a quali criteri è possibile utilizzare gli aspetti positivi delle Linee Guida?

L’affermazione di R. Brian Haynes “Le evidenze non prendono decisioni, sono le persone a farlo” è più che mai realistica. Spetta infatti ai professionisti, sulla base della forza delle raccomandazioni e del parere degli esperti - in accordo con le esigenze e i desideri della donna - individuare i comportamenti assistenziali più adeguati per la singola situazione, nella consapevolezza dei limiti di contesto e individuali.

Le evidenze delle linee guida hanno dei limiti: sono mutuate da contesti sperimentali che non sempre sono riproducibili in altri contesti, e le raccomandazioni degli esperti, spesso al confine tra cultura del rischio e paura del pericolo, potrebbero condizionare la responsabilità professionale. Come e quando discostarsene ragionevolmente senza cadere nell’autoreferenzialità individuale o di gruppo? La competenza clinica e le capacità relazionali giocano un ruolo essenziale nel delineare l’etica, non come disciplina ma come sapienza incarnata. Costruire e mantenere buone relazioni di cura diventa allora il compito di chi voglia assistere con qualità assumendosi la responsabilità di accompagnare chi mette al mondo.

Per questo motivo vi invitiamo, mercoledì 4 dicembre, al 13° Convegno IRIS intitolato "L'enorme responsabilità", e ai due workshop collegati, il primo che si terrà martedi 3 dicembre intitolato "Laboratorio di etica incarnata", ed il secondo giovedì 5 dicembre "Non solo rivolgimento nell'assistenza alla presentazione podalica".