04/05/2021

Giornata Internazionale dell'Ostetrica 2021 - Follow the Data: Invest in Midwives



Il tema della Giornata Internazionale dell’Ostetrica/o 2021 ci invita a focalizzarci sulle evidenze scientifiche che dimostrano come investire nelle Ostetriche/ci migliori gli esiti di salute materno-feto/neonatali. È attraverso questa visione che l’International Confederation of Midwives (ICM) invita le istituzioni politiche e governative ad investire sull’ Ostetrica, riconoscendola come professionista fondamentale per eliminare le morti materne e neonatali prevenibili. Questo impegno permetterà di raggiungere l’obiettivo numero 3 del “United Nations Sustainable Development Goals”: assicurare salute e benessere per tutti in tutte le fasce di età (1). 

L’ottimizzazione della qualità, della sicurezza e, quindi, degli esiti di salute materno-feto-neonatali attraverso l’attuazione di misure organizzative e di buone pratiche cliniche basate sull’evidenza, dovrebbe essere tra gli obiettivi cardine di ogni Sistema Socio Sanitario.

La letteratura ha dimostrato ormai da anni che i Modelli di assistenza a gestione autonoma dell’Ostetrica/o, specialmente se in continuità (presa in carico della donna e della sua famiglia dall’inizio della gravidanza fino al periodo post-natale) comportano migliori esiti di salute materni e neonatali, un maggior livello di soddisfazione delle cure ricevuta da parte delle donne, un calo della medicalizzazione durante travaglio e parto e una riduzione dei costi per il sistema sanitario  (2, 3, 4, 5, 6, 7, 8). 

Nel 2014 il Lancet pubblica una serie dedicata alla Midwifery in cui vengono analizzati più di 470 revisioni sistematiche includendo migliaia di studi, definendo il contributo che le Ostetriche/i offrono in termini di qualità delle cure, alle donne e ai loro neonati in tutto il mondo (9). All’interno del primo articolo della Serie si offre uno strumento (Framework for Quality Maternal and Newborn Care) che identifica più di 50 indicatori di salute a breve, medio e lungo termine che potrebbero essere migliorati offrendo un’assistenza ostetrica appropriata e di qualità, riducendo così la mortalità, la morbilità materna e neonatale, le morti endouterine fetali (MEF) e i parti pretermine, evitando interventi non necessari. L’assistenza erogata dalle Ostetriche/i è stata associata ad un utilizzo più efficiente delle risorse ed al miglioramento degli esiti di salute dell’intera popolazione. I risultati della ricerca suggeriscono l’identificazione ed il trattamento specifico di quelle situazioni patologiche che rappresentano una minoranza, garantendo l’assistenza ostetrica di routine a tutte le donne. Questo modello assistenziale promuove strategie di prevenzione e di empowerment, che rafforzino le competenze delle donne all’interno di una relazione di “care” fondata sul rispetto, sulle necessità delle donne, sulla promozione dei normali processi riproduttivi e che preveda il trattamento tempestivo delle situazioni complicate e di emergenza. Tale approccio assistenziale è proprio dell’Ostetrica, riconosciuta come professionista essenziale per erogare cure appropriate e di qualità. Il Report “The 2014 State of the World’s Midwifery Report (SoWMy)” (10), ha mostrato che le Ostetriche, formate secondo gli standard internazionali, possono essere responsabili dell’erogazione di più dell’80% delle cure essenziali per le donne ed i loro neonati. Molti delle necessità individuate non sono ancora state soddisfatte, benchè siano state riconosciute efficaci da decenni. Questo non vale solo per il Paesi a basso reddito, poiché anche in Occidente i Modelli di assistenza a gestione autonoma dell’Ostetrica/o sono stati associati a migliori esiti di salute: riduzione dei parti pre-termine, delle MEF e degli interventi ostetrici, con un maggior grado di soddisfazione materna. La Figura 1 mostra gli indicatori di salute considerati nell’articolo di Renfrew et al., primo della Serie di Lancet dedicata alla Midwifery, che migliorerebbero se le Ostetriche/ci venissero assunte in numero adeguato a erogare le cure appropriate e necessarie alla popolazione.

 



 

Nel dicembre 2020 il Lancet Global Health pubblica un articolo - “the State of the World’s Midwifery (SoWMy) 2021” - che ha l’obiettivo di aggiornare l’analisi svolta nel 2014 e stimare l’impatto che l’assistenza ostetrica può comportare sugli esiti di salute materni e feto/neonatali (11). Lo studio dimostra ancora una volta come le Ostetriche/ci possano fare la differenza per le donne e i neonati di tutto il mondo. La ricerca utilizza uno strumento (Lives Saved Tool - LiST) per stimare il numero di morti prevenibili entro il 2035, ipotizzando diversi scenari di assunzione di personale ostetrico necessario all’interno dei Sistemi Sanitari (1° scenario: copertura moderata= +10% ogni 5 anni; 2° scenario: copertura sostanziale= +25% ogni 5 anni, 3° scenario: copertura universale= pari al 95%). Ipotizzando il 2° scenario, l’Assistenza ostetrica erogata da personale formato secondo gli standard internazionali, comporterebbe la riduzione del 40% delle morti materne e neonatali, del 26% delle MEF. Una copertura universale porterebbe a prevenire il 65% di tutte queste morti. Sebbene il numero delle morti potenzialmente prevenibili nei paesi a medio e alto reddito sia inferiore rispetto a quello osservato nei paesi a basso reddito, anche in Occidente l’impiego adeguato di Ostetriche potrebbe risultare in un miglioramento significativo degli esiti di salute (ipotizzando il 2° scenario sopra descritto: riduzione del 38% di morti materne, 22% di MEF, 32% di morti neonatali) e ad una maggiore efficienza dei servizi con notevoli risparmi per il Sistema Sanitario. Gli autori specificano inoltre che un’Assistenza ostetrica continuativa è quella che comporta maggiori benefici di salute per le donne e i neonati. Sebbene non siano ancora note le ragioni di questi risultati, si ipotizza che la chiave potrebbe essere rappresentata dalla capacità delle Ostetriche/ci di focalizzare le proprie competenze nella prevenzione delle patologie durante l’assistenza in gravidanza, nella conduzione degli incontri di accompagnamento alla nascita e nella promozione dell’allattamento. Molti degli studi che dimostrano i vantaggi dell’assistenza ostetrica su esiti diversi dalla mortalità e grave morbilità provengono soprattutto dai paesi occidentali, ma molti sono in corso anche in paesi in via di sviluppo. Gli autori concludono dicendo che il primo passo verso il miglioramento è rappresentato dalla consapevolezza che la situazione debba cambiare, che le Ostetriche debbano ricevere adeguata formazione, aggiornamento continuo e operare in ambienti di lavoro sicuri e che valorizzino le loro competenze. Tutto ciò, combinato ad un livello adeguato di assunzione di Ostetriche/ci, porterebbe all’efficacia e all’efficienza dei servizi per la maternità. 

 

Nel 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato uno strumento di azione globale per migliorare la formazione delle Ostetriche ed identifica 3 strategie prioritarie per valorizzare al massimo il potere della professione (12):

1) ogni donna e ogni neonato devono ricevere assistenza da parte di un’Ostetrica/o, formata secondo gli standard internazionali, che sono l’unico requisito per poter utilizzare il titolo di Ostetrica/o. 

2) le Ostetriche/ci devono assumere ruoli di leadership, devono occupare alte cariche a livello nazionale con l’obiettivo di migliorare la pianificazione, gli investimenti economici, i processi decisionali e la formazione delle Ostetriche/ci per facilitare il raggiungimento anche di livelli adeguati di personale (copertura universale di Ostetriche/ci).

3) coordinamento e allineamento tra i diversi decisori a livello globale, regionale e nazionale per rendere uniforme la formazione e gli internati, le conoscenze, la ricerca, il materiale basato sulle evidenze, gli indicatori di salute e gli investimenti.

 

La Figura 2 mostra che l’Ostetrica ha le competenze essenziali per erogare interventi di provata efficacia.

 



 

L’International Confederation of Midwives (ICM) sottolinea che le evidenze definiscono ormai molto bene quali siano gli interventi di prevenzione e promozione della salute che riguardano le donne in età riproduttiva; questi, quando erogati in questo periodo della vita, risultano ancor più preziosi poiché possono avere un raggio di efficacia maggiore, per la ricaduta in senso ‘orizzontale’ che comportano, sulla salute dei figli, della famiglia e dell’intera comunità. Le cure ostetriche risultano fondamentali per raggiungere gli obiettivi definiti per il 2030, essenziali per concretizzare le necessità di salute sessuale e riproduttiva delle donne e degli adolescenti, cruciali per salvare la vita di donne e neonati (13).

La carenza di Ostetriche/ci non può essere colmata da altri professionisti poiché, non essendo in possesso delle competenze distintive e qualificate nelle Scienze Ostetriche, Ginecologiche e Neonatali non possono assicurare un’assistenza qualificata e sicura come quella fornita dalle Ostetriche/i (13).

L’assunzione di un numero adeguato di Ostetriche/ci non solo migliorerebbe la salute delle donne, degli adolescenti e dei neonati, i quali usufruirebbero di assistenza appropriata e di qualità, ma consentirebbe anche l’implementazione di modelli organizzativi ostetrici raccomandati dalle linee guida nazionali ed internazionali.

Le Ostetriche/ci non migliorano solo la salute dell’intera comunità, ma poiché lavorano in continuità e su diversi fronti, dal territorio agli ospedali, posseggono competenze uniche e specifiche che permettono loro di erogare i servizi essenziali alle donne e ai neonati, anche nelle situazioni umanitarie più devastanti e in ambienti fragili e lacerati da conflitti (12). 

L’Ostetrica/o è la chiave per il miglioramento della salute pubblica: l’Ostetrica/o è la connessione nel tempo (dal parto alla vita adulta) e nei luoghi (dal domicilio, al territorio, fino ai servizi ospedalieri) e può erogare molti degli interventi di salute identificati dal “The Global Strategy for Women’s, Children’s and Adolescents’ Health 2016−2030” (12). 

 

 

INVESTIRE NELLE OSTETRICHE, MIGLIORA LA SALUTE DI TUTTI!

 

 

Per l’occasione, l’Ordine della professione di Ostetrica/o interprovinciale di BG-CR-LO-MI-MB ha deciso di dare spazio alle VOSTRE esperienze.

Prendi spunto da questo video racconto del lavoro delle ostetriche, protagoniste silenziose durante la pandemia. Ricondividi questo video o condividi la tua testimonianza professionale taggando la pagina Instagram @ostetriche_bgcrlomimb e aggiungendo l’hashtag #ostetriche2021. 

 


 

Creeremo così tutte/i insieme una grande catena di storie di ostetricia in tutti gli ambiti assistenziali.

Uniremo i vostri messaggi e li integreremo in modo da restituirvi un unico grande video che racchiuda tutti i racconti delle ostetriche.

(Per la liberatoria/autorizzazione uso foto e video cliccare QUI)

 



 

Reference

1. The Sustainable Development Goals Report 2017, United Nations: https://unstats.un.org/sdgs/files/report/2017/thesustainabledevelopmentgoalsreport2017.pdf

2. Sandall J, Soltani H, Gates S, Shennan A, Devane D. (2013) Midwife-led continuity models versus other models of care for childbearing women. Cochrane Database of Systematic Reviews, Issue 8. Art. No.: CD004667. DOI: 10.1002/14651858.CD004667.pub3. 

3. Sandall J, Soltani H, Gates S, Shennan A, Devane D. (2016) Midwifery-led continuity models of care compared with other models of care for women during pregnancy, birth and early parenting, Cochrane Database of Systematic Reviews.

4. Sandall J, Devane D, Soltani H, Hatem M, Gates S. (2010) Improving Quality and Safety in Maternity Care: The Contribution of Midwife‐Led Care. Journal of Midwifery & Women’s Health. doi:10.1016/j.jmwh.2010.02.002. 

5. Schroeder L, Patel N, Keeler M, Ihenacho LR, Macfarlane AJ. (2016) The economic cost of intrapartum care in tower Hamlets: a comparison between the cost of birth in a freestanding midwifery unit and hospital for women at low risk of obstetric complications. Midwifery, http://dx.doi.org/10.1016/j.midw.2016.11.006

6. Villar J., Klan, Neelofur D., (2001) Patterns of routine antenatal care for low risk pregnancy. Cochrane Database Systematic Review Issue 3, 2001

7. Hodnett ED, Gates S., Hofmeyr GJ, Sakala C. (2013) Continuos support for women during childbirth. Cochrane Database Systematic Review 2013.

8. WHO recommendations on antenatal care for a positive pregnancy experience. Geneva: World Health Organization; 2016 (https://www.who.int/reproductivehealth/publications/maternal_perinatal_ health/anc-positive-pregnancy-experience/en/).

9. Renfrew MJ, McFadden A, Bastos MH, Campbell J, Channon AA, Cheung NF et al. Midwifery and quality care: findings from a new evidence-informed framework for maternal and newborn care. Lancet Series on Midwifery, Paper 1. 2014 Sep 20;384(9948):1129-45. doi.org/10.1016/S0140- 6736(14)60789-3

10. UN Population Fund, WHO, International Confederation of Midwives. The state of the world’s midwifery 2014: a universal pathway. A woman’s right to health. New York: UN Population Fund, 2014.

11. Nove A, Friberg IK, de Bernis L, McConville F, Moran AC, Najjemba M, et al. Potential impact of midwives in preventing and reducing maternal and neonatal mortality and stillbirths: a Lives Saved Tool modelling study. Lancet Glob Heal [Internet]. 2021 Jan 1 [cited 2021 Apr 29];9(1):e24–32. Available from: www.thelancet.com/lancetgh

12. WHO. Strengthening quality midwifery education for universal health coverage 2030: framework for action. Geneva: World Health Organization, 2019.

13: Follow the Data: Invest in Midwives. International Day of the Midwife 5th May 2021. Advocacy Toolkit and resource pack.


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