08/04/2021

Comunicato della Presidente Rovelli a "la Repubblica"



In merito all’articolo pubblicato su "la Repubblica", visionabile cliccando QUI la Presidente Rovelli ha chiesto al Direttore la pubblicazione di un comunicato per chiarimenti in merito al ruolo e alle competenze della professione ostetrica nella campagna vaccinale.

Milano, lì 01.04.2021

 

Gentile Direttore della la Repubblica,

 

ho letto sul quotidiano “la Repubblica” nelle pagine di Cronaca del giorno 31 marzo scorso l’articolo relativo alla situazione vaccinale in Italia con titolo: Vaccini, superati i 3 milioni di immunizzati in Italia. Figliuolo: “Anche biologi e ostetriche per le somministrazioni”.

Il testo riporta che: …Figliuolo “[…] valuta la possibilità che a fare le somministrazioni siano anche biologi, ostetriche, tecnici di laboratorio” e in riferimento a questo, riprende le sue parole: “Le stiamo pensando tutte con il ministro Speranza, se vogliamo essere pragmatici, si accettano piccoli rischi a beneficio di un bene supremo”.

In qualità di Ostetrica, voglio augurarmi che il o la giornalista abbia costruito, in assoluta buonafede, la frase in modo impreciso e confondente perché, se così non fosse, sarebbe decisamente offensivo il ritenere la nostra professione una “seconda scelta” e per giunta in qualche modo pericolosa.

Se il Generale Figliuolo intendeva dire che, permettere alle Ostetriche/ci di inoculare il vaccino, comporti “piccoli rischi aggiuntivi” rispetto a quanto possa accadere se inoculato da altre professioni sanitarie, si pone la necessità immediata di precisare chi sia l’Ostetrica/o.

L’Ostetrica/o è una professionista sanitaria laureata in ambito accademico, con laurea 3+2 come prevede la legge, in possesso anche di dottorati di ricerca e master ed iscritta obbligatoriamente all’Ordine. Il profilo professionale dell’Ostetrica prevede che questa professionista acquisisca e sviluppi competenze distintive nell’attività di prevenzione vaccinale in area materno-infantile nonché rispetto alla famiglia ed alla comunità.

Le Ostetriche, oltre ad essere presenti in ospedali e nel territorio, ricoprono diversi ruoli in ambito sanitario: Coordinamento a tutti i livelli e Dirigenza, Direttori della Didattica di corsi di Laurea, docenti universitari, casemanager dei processi di cura nelle scienze ostetrico-ginecologiche e neonatali, presenti in tavoli tecnici relativi a diversi aspetti di salute, ed altro ancora.

L’Ostetrica di famiglia e di Comunità, recentemente istituita con questa “etichetta” ma da sempre presente in qualità di Ostetrica condotta, attua in autonomia interventi proattivi in termini di protezione/prevenzione/mantenimento della salute, garantisce interventi in situazioni di complicanza e emergenza in tutti i setting e, per il tema in oggetto, garantisce interventi atti a modificare gli stili di vita attraverso consulenze informative e motivazionali, favorendo l’aderenza e attuando essa stessa vaccini raccomandati.

La Continuità assistenziale ostetrica attuata anche attraverso i programmi di home visiting e la presa in carico di donne e bambini permettono all’Ostetrica, ad esempio, di individuare precocemente disagi emotivi che richiedono il suo attivo intervento, così come consulenza o cura specialistica.

Le Ostetriche/ci durante la pandemia hanno assistito e continuano ad assistere le donne, i neonati, le famiglie difendendo la loro salute anche mettendo a rischio la propria vita fino a perdere, a volta, anche la vita.

Servizi vaccinali di molte Regioni stanno già impiegando Ostetriche come professioniste sanitarie vaccinatrici e non si comprende la ragione per la quale questa risorsa a disposizione del Servizio Sanitario non sia utilizzata in modo diffuso su tutto il territorio nazionale e non sia stata inclusa nel primo decreto e piano vaccinale per contribuire ad una campagna vaccinale massiva. È infatti corretto affermare che l’attività di reclutamento di Ostetriche per la campagna vaccinale sia legittima e rispettosa delle norme di legge e del regolamento che definisce il profilo professionale.

 

Le Ostetriche, che mi pregio di rappresentare, sono certe che l’espressione “i piccoli rischi” affiancata alla professione Ostetrica sia un fraintendimento, mi auguro che vi sia la presa di coscienza dei decisori che stanno arruolando (in ritardo) l’Ostetrica nella somministrazione del vaccino e che devono stare tranquilli sul fatto che tale professionista garantisca competenza, sicurezza e legittimità.

I “piccoli rischi”, che in sanità sono definiti diversamente, sono parte integrante in ogni aspetto dell’assistenza, non sono certo aggravati dall’impiego di Ostetriche/ci, anzi…le Ostetriche contribuiscono a risolverli.

 

Certa di una Sua pubblicazione, la ringrazio anticipatamente

 

Cordiali saluti

 

Dott.ssa Ostetrica Nadia Rovelli


lettera direttore la Repubblia.pdf Lettera Direttore la Repubblia